Il rischio di "burn-out"

L'assistenza al paziente fibrocistico nelle diverse fasi della malattia (dalla comunicazione di diagnosi alla fase terminale) comporta un alto coinvolgimento emotivo che può portare a situazioni di grave tensione lavorativa e di stress personale. Tali fenomeni possono sfociare nella sindrome di burn-out che si manifesta con stati di esaurimento emotivo (senso di svuotamento delle risorse emotive, sentimento di non aver più nulla da offrire) depersonalizzazione (atteggiamenti negativi di distacco professionale, cinismo, ostilità) e sentimenti di scarsa realizzazione professionale (sensazione di inadeguatezza al lavoro, caduta di autostima, attenuazione del desiderio di successo).
Gli infermieri che lavorano con i pazienti FC per un lungo periodo di tempo possono sviluppare un rapporto molto stretto con i pazienti e le loro famiglie; un recente studio ha evidenziato che gli infermieri che assistono pazienti FC hanno un rischio maggiore di oltrepassare i limiti del rapporto professionale.
Può essere molto difficile per un giovane infermiere affrontare la morte di un paziente della sua stessa età. E' quindi importante che tutti i membri del team di cura ricevano attenzione e supporto, altrimenti il gruppo di cura potrebbe perdere delle risorse importanti per il futuro. Se un paziente muore nel reparto FC, anche il gruppo di cura vive  un lutto: si tratta di una reazione normale e non si dovrebbe tralasciare di dedicare del tempo al supporto del team multidisciplinare.
Se il Centro FC ha avuto molti pazienti in fase terminale o che sono morti, i membri del gruppo possono manifestare sintomi di burn-out tra cui: prendere pause prolungate, evitare i pazienti ed i loro parenti, difficoltà a concentrarsi su quello che dicono i pazienti, mostrare un atteggiamento cinico o giudicante. Tutti questi comportamenti hanno ovviamente effetti negativi sul paziente. Con un buon supporto al gruppo questi segni possono essere riconosciuti per tempo e su di essi si può intervenire in modo efficace. Alcuni infermieri possono pensare che lavorare con i malati cronici non sia cosa per loro ma quelli che hanno lavorato sul proprio burn-out e hanno ricevuto supporto riconoscono che assistere pazienti FC è un'esperienza appagante.

I reparti ed i centri in cui sono curati i pazienti FC possono apparire avvilenti per chi ci lavora. Ma se si dà l'opportunità ai nostri pazienti di essere ascoltati e di parlarci di loro è possibile ricevere dalle loro esperienze, fatte di incredibile forza d'animo, coraggio, pazienza, speranza, delle lezioni di vita di incomparabile valore.
(Filippo Festini, 2003)