La transizione dal centro pediatrico al centro adulti

Mentre in Italia (tranne tre eccezioni) i pazienti FC vengono seguiti indipendentemente dalla loro età presso Centri istituiti in reparti od ospedali pediatrici, in molti altri paesi è stata riconosciuta la necessità che i pazienti FC in età adulta vengano curati presso Centri separati e specializzati nella cura del fibrocistico adulto. A parte i problemi logistici e psicologici che l'adulto con FC può incontrare nell'essere assistito da un centro pediatrico, sia le problematiche assistenziali che le possibili complicanze che, infine, l'approccio terapeutico, sono molto diverse nell'adulto con FC rispetto al bambino. Tuttavia la transizione dal Centro pediatrico a quello per adulti molto spesso non è ben accettato dai pazienti e dalle loro famiglie, specie per quanto riguarda i pazienti diagnosticati molto precocemente. Questi pazienti hanno infatti avuto una lunghissima consuetudine con il personale di cura del Centro pediatrico, che li conosce e di cui i pazienti e le famiglie si fidano. Il distacco quindi è spesso difficile. L'infermiere del centro, basandosi sulla propria esperienza, deve partecipare alla determinazione della tempistica della transizione, che comunque deve avvenire in un periodo sufficientemente lungo. Nel processo della transizione l'infermiere svolge l'attività di collegamento tra il centro pediatrico e quello per adulti, riguardo tutti gli aspetti assistenziali. Inoltre organizza le visite congiunte dei medici dei due Centri, che servono per introdurre gradualmente il giovane con FC alla conoscenza del nuovo team di cura e vi partecipa. In generale, comunque, fornisce tutte le informazioni necessarie a rendere più graduale possibile la transizione e resta a disposizione anche dopo che il passaggio formale del paziente al nuovo centro è avvenuto. Non esiste un'età precisa a cui la transizione deve essere avviata. Essa può cominciare a partire dai 16 anni ma può verificarsi anche dopo il 18° anno, secondo i casi. L'importante è che la transizione venga percepita come un processo naturale e non una forzatura o un'imposizione. Per questo, la transizione dovrà essere preceduta da un periodo in cui l'infermiere incoraggia il ragazzo a svolgere almeno la parte iniziale della visita medica da solo, stimolando la sua indipendenza e responsabilizzazione.
(Filippo Festini, 2003)