Il trapianto

Il trapianto bipolmonare (ed in misura minore quello epatico) sono un'opzione sempre più frequentemente attuata per prolungare sensibilmente la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita residua dei pazienti FC. Essa non può essere considerata una cura della patologia di base. Nonostante i miglioramenti di questi ultimi anni e alla bassa mortalità intraoperatoria, la sopravvivenza al trapianto bipolmonare è sempre relativamente breve, se paragonata a quello di altri organi e ad altre patologie di base. Esso è quindi un'opzione riservata agli stadi più gravi ed avanzati di FC, quando la sopravvivenza sarebbe limitata ad un periodo di vita più breve della sopravvivenza che ci si potrebbe attendere dopo il trapianto.
L'argomento di un possibile trapianto può essere sollevato sia dal paziente che dal medico. Alcuni pazienti possono non aver voglia di affrontare l'argomento o addirittura non riconoscere neppure quanto avanzata è la loro malattia, perciò possono rimanere molto scossi quando il problema viene sollevato: in un certo senso è come se venisse sollevato il problema della loro mortalità e molti pazienti mettono in atto un meccanismo di difesa che consiste nel vedere il problema del rischio di un accorciamento della vita nelle altre persone FC ma non su sè stessi, convincendosi di essere quello o quella che  riuscirà a sconfiggere la malttia.
Il trapianto può non essere una opzione possibile, anche in stadi avanzati della patologia, sia per motivi clinici  (condizioni così gravi da rendere difficile il superamento dell'intervento), sia per considerazioni di natura etica, religiosa o filosofica dei pazienti e/o dei loro familiari.
Se il trapianto è un'opzione possibile, il paziente viene sottoposto ad una batteria di esami delle cui ragioni dovrà essere messo accuratamente a conoscenza. Inoltre, gli si dovrà fornire rassicurazione, supporto, informazioni ed educazione sanitaria al riguardo durante il periodo dell'attesa, in modo che sappiano esattamente cosa li aspetta prima e dopo il trapianto. Si dovrà in particolare informarli che il tempo di attesa potrebbe essere anche molto lungo ma che comunque potranno sempre contare sul nostro supporto. Attualmente circa il 50% dei pazienti FC muore durante il periodo dell'attesa della chiamata per il trapianto. Recentemente è stata sviluppata la possibilità di un trapianto di lobo polmonare da familiare vivente, ma questa opzione è ancora agli inizi e pone molti problemi etici.
(Filippo Festini, 2003)